Automedicazione e il ruolo del farmacista

Il farmaco è una sostanza, o un’associazione di sostanze, usata per curare o prevenire una specifica malattia. Per valutare, se è davvero efficace e, soprattutto, se non arreca danni alla salute, la molecola chimica, che aspira a diventare un farmaco ,è sottoposta ad una lunga serie di studi, condotti prima in laboratorio e su animali e poi sull’uomo. Queste ricerche, la cui durata oscilla in genere tra i sette e i dieci anni, sono a carico del “proprietario” del farmaco (il più delle volte un’industria farmaceutica) e si articolano in di verse fasi.
Il farmacista deve essere disponibile a dare consigli e suggerimenti sempre, anche per prodotti che possono essere esposti al pubblico, liberamente acquistati o pubblicizzati. I farmaci da automedicazione, nella maggior parte dei casi, possono essere usati senza particolari rischi per la cura di disturbi lievi e transitori, di cui è ampiamente dimostrata la facilità d’uso e la sicurezza d’impiego, purché assunti in modo responsabile solo al bisogno e per periodi brevi. Proprio perché farmaci, essi possiedono certificate qualità di sicurezza ed efficacia, sono facilmente riconoscibili e sono specificamente indicati per il trattamento di quegli ambiti di salute e cura, su cui il cittadino può appropriatamente esercitare la propria autonomia. Con un’unica attenzione: in quanto farmaci, devono essere utilizzati in modo consapevole e corretto. Per questo la valorizzazione dei medicinali senza ricetta passa anche attraverso il ruolo di indirizzo del medico di famiglia e il consiglio del farmacista, i primi interlocutori del cittadino in tema di salute.

automedicazioneOccorre tener sempre presente che il farmaco è un bene concepito e prodotto per tutelare la vita e la salute delle persone e per consentire loro di vivere più a lungo e con la migliore qualità di vita possibile. Deve possedere tre requisiti essenziali e necessari: sicurezza, efficacia e qualità, ai quali deve necessariamente accompagnarsi la condizione dell’impiego corretto e appropriato. Il farmaco si usa, infatti, solo in caso di necessità, alle giuste dosi e per il periodo necessario, in quanto possiede inevitabili e forti profili di criticità: tutti i farmaci, compresi quelli da automedicazione acquistabili senza ricetta, esercitano un’attività terapeutica, hanno controindicazioni e possono causare effetti collaterali anche gravi. Se usato impropriamente infatti, in assenza di vere malattie o, come spesso accade, per soddisfare spinte psicologiche, che andrebbero affrontate in modo diverso, può essere esso stesso fonte di malattie. Bisogna sempre ricordare che non ha senso ricorrere a un farmaco, se, poi, si adottano comportamenti errati, regimi alimentari scorretti o si trascura l’attività fisica; è cioè sbagliato pensare che esiste sempre un farmaco adatto a risolvere i nostri problemi. L’automedicazione è la capacità di curare da sé disturbi e sintomi passeggeri: dal bruciore di stomaco al comune raffreddore, dal mal di testa alle irritazioni della pelle. Pur essendo lievi e risolvendosi solitamente nell’arco di pochi giorni, questi disturbi spesso compromettono temporaneamente lo stato di benessere, le capacità lavorative e la qualità di vita. Nella gran parte dei casi questi malesseri sono ben conosciuti  e molto frequenti: è facile auto-diagnosticarli senza rivolgersi al medico ed è possibile curarli con l’aiuto di farmaci acquistabili
liberamente senza ricetta.
L’automedicazione è una cosa seria e, per fare da sé, servono conoscenza, esperienza e buon senso. In Italia c’è ancora molto da fare per sostenere la cultura dell’automedicazione: il comparto dei farmaci vendibili senza obbligo di ricetta medica, infatti, è stretto tra farmaco etico e prodotti salutistici. Da una parte, si evidenzia una propensione a ricorrere alla prescrizione del medico anche per il trattamento di piccoli disturbi; dall’altra, ci sono i prodotti salutistici, che rispondono spesso ad una domanda di salute crescente e sono in diretta concorrenza, se non a volte confusi, con i farmaci di automedicazione. Senza contestare la loro legittimità, bisogna, tuttavia, ribadire che le regole, a cui sottostanno i farmaci da banco, proprio perché farmaci, sono elemento di valorizzazione e non di freno al loro sviluppo rispetto a prodotti, che, invece, hanno minori vincoli sia pubblicitari, sia all’immissione in commercio e non sono soggetti al monitoraggio costante dei farmaci, proprio perché tali non sono.